Benvenuti al
Convegno AccaMatica di Crema.
Il 5 Giugno 1999 si è svolto a Crema, ridente
cittadina a 35 chilometri da Milano, un convegno sulla Informatyica
e l'Handicap, promosso dalla Universita' Statale di Milano, e del Polo
Informatico H di Crema.
Organizzatore il Professor Gianni degli Antoni; coordinatore il professor
Claudio Manfredini.
Durante questo convegno ho avuto l'onore di tenere una relazione sul
tema "Windows ed i Non Vedenti".
Riporto per intero qui di seguito questa mia relazione per chi fosse
interessato.
Grazie a tutti.
AccaMatica 99
Simposio organizzato
dal Polo Informatico H di Crema
5 Giugno 1999
Spazio WorkShop – Aula “B” – Sud – Ore 10:30
INDICE
Abstract.
1 Introduzione.
2 Dal mandolino al computer personale.
3 I Principi Universali di una Protesi
Visiva.
4 Il primo approccio. Il DOS. Il
Filtro Vocale.
4.1 Primi Passi.
4.2 Il Magico Interruttore. Unico
al mondo.
4.3 Rivestire DOS di Voce senza cambiarlo.
4.4 Programmazione Interattiva.
5 Il Futuro. Il Windows. Il Filtro Vocale
Windows.
5.1 Abbarbicati al DOS.
5.2 DOS comanda e Windows obbedisce.
5.3 "Degradare" Windows al livello
DOS.
6 La ricerca WINTEST.
6.1 Unica in Italia.
6.2 I Risultati della Ricerca WINTEST.
6.3 Prodotti testati e loro Testatori.
6.4 A chi rivolgersi per WINTEST,
ed altro.
7 Obiettivi da raggiungere.
7.1 Ripetere il Successo del Filtro
Vocale.
7.2 Obiettivi Minimi e Massimi.
7.3 La Componente Economica.
7.4 L'Umiltà di saper rinunciare.
8 Conclusione.
Abstract.
Il problema principale dell'Informatica rivolta ai privi della vista
al giorno d'oggi è quello di consentir loro l'utilizzo del Sistema Operativo
Windows. Questo problema è tecnicamente difficile ed è stato affrontato
da molti produttori a livello mondiale, ma non ancora in Italia. Nel
corso di questa conferenza si descrivono brevemente le caratteristiche
che un tale programma dovrebbe avere, ed alla luce di tali caratteristiche
si esaminano in grandi linee i principali prodotti esistenti sul mercato
Italiano. La base dell'analisi è una ricerca condotta dalla Associazione
Privi della Vista Radio Club Ciechi d'Italia, denominata WINTEST. Iniziativa
lodevole ed unica intesa ad orientare gli utenti verso la migliore soluzione
alle loro esigenze specifiche. Quindi, in conclusione, viene lanciata
una proposta.
1 Introduzione.
Signore e Signori buongiorno. Desidero ringraziare anzitutto il Polo
Informatico della Università Statale di Milano per avermi invitato a
questa manifestazione, ed in particolare il professor Gianni Degli Antoni,
da moltissimi anni punto di riferimento a Milano ed in Italia della
ricerca avanzata nel campo dell'Informatica; il professor Claudio Manfredini;
ed i loro collaboratori. Ringrazio inoltre l'"Associazione per la Promozione
Sociale e Culturale dei Disabili Visivi" "Radio Club Ciechi d'Italia",
ed il professor Giulio Nardone che la guida, per aver promosso la ricerca
"WINTEST", a cui mi sono ispirato. E la dottoressa Maria Luisa Gargiulo,
che ha condotto tale ricerca per suo conto in modo brillante. E mi congratulo
con tutti loro per la unicità di questa importante iniziativa al servizio
dei Non Vedenti Italiani. Ho gradito questo invito in modo particolare
in quanto nel Febbraio scorso ho festeggiato il tredicesimo anniversario
della mia particolarissima folgorazione sulla via di Damasco: e cioè
della decisione definitiva di dedicare ai Non Vedenti la maggior parte
della mia attività professionale nel campo dell'Informatica. E questo
lo devo particolarmente all'amico fraterno Professor Avvocato Giulio
Nardone, ispiratore della ricerca WINTEST che costituisce l'ossatura
di questo mio intervento, e che qui ringrazio di cuore. Durante questi
anni ho avuto la grande soddisfazione di ricoprire un ruolo non secondario
nella nascita e nello sviluppo dell'Informatica per Non Vedenti. Termini
come "Filtro Vocale", "Omnivox", "PC-VOX", "Ambientazione", "Ristretto"
sono entrati nel lessico comune e ne sono onorato e felice in quanto
da me pensati e depositati in SIAE tanto tempo fa. Termini che descrivono
o rappresentano prodotti e filosofie frutto di una meditazione attenta
fatta "ad occhi chiusi" davanti ad un foglio bianco. Ed il cui oggetto
era la domanda ricorrente: ma di cosa ha bisogno un Non Vedente per
usare il Personal Computer? E per usarlo in totale autonomia? Questo
avveniva in passato; quando cioè i piccoli PC usavano prevalentemente
il famosissimo DOS come Sistema Operativo. Ora il Windows domina nelle
nostre case e nei nostri uffici. Case e uffici dove vivono e lavorano,
assieme a noi, migliaia di Non Vedenti. Ma la domanda è sempre la stessa:
di cosa ha bisogno il nostro familiare, il nostro collega Non Vedente,
per poter godere anche lui dei vantaggi che offre Windows senza essere
o sentirsi emarginato rispetto a noi? Windows è il futuro. E chi non
vede deve possedere questo futuro esattamente come noi che vediamo.
A differenza però dei tempi gloriosi dei pionieri del DOS oggi per raggiungere
lo scopo dobbiamo fare i conti con difficoltà molto maggiori. Allora
era stato più semplice inventare il "Filtro Vocale" ragionando ad occhi
chiusi. Oggi fare la stessa cosa per il Windows è molto più difficile.
E, duole dirlo, questa maggiore difficoltà è dovuta principalmente alla
impenetrabilità delle funzioni interne di Windows, che si difendono
dagli assalti di chi vorrebbe sviscerarne i segreti per vocalizzare
Windows o descriverne la struttura in Braille. Inoltre Windows è basato
sul concetto di spazio. Il suo stesso nome denuncia l'intenzione di
mettere al centro dell'attenzione degli utenti gli oggetti che si trovano
nello spazio. Ma spesso un Non Vedente è costretto a farsi dello spazio
una sua idea personalissima e segreta che niente ha a che fare con la
realtà. Una "Finestra" (cioè una "Window") è spesso per un Non Vedente
la traduzione di una sensazione tattile quindi bidimensionale di una
sua realtà incomprensibile. Nient'altro. Sorge così l'ulteriore problema
di dover descrivere a chi non vede anche il concetto di spazio; che
essendo un concetto intuitivo e quindi non frutto di riflessione, ha
basi non razionali difficilmente traducibili in concetti logici. Un
incauto insegnante che tentasse di farlo senza adeguata preparazione
rischierebbe quindi di invadere danneggiandolo l'universo personalissimo
di sensazioni in cui vive il Non Vedente, provocando in lui anche traumi,
ma certamente confusione e rifiuto verso uno strumento altrimenti utilissimo,
anzi vitale: cioè il computer. Questo è quindi il compito ambizioso
che mi propongo di svolgere nel seguito del mio intervento. Riflettere
assieme su Windows ed i Non Vedenti. E nel farlo, me ne scuso in anticipo,
userò talvolta paradossi, battute, esempi penetranti e dirompenti. Cercherò
di scandalizzare chi mi ascolta, per evitare il torpore della conferenza
e sostituirlo con l'ansia di fare, di agire bene ed in fretta per risolvere
un problema che voglio far sentire vitale: dare il Windows, tutto e
bene, a tutti i Non Vedenti Italiani. Cercherò di risvegliare in chi
mi ascolta l'ansia gioiosa del pioniere; la voglia irresistibile di
partire da zero. La soddisfazione di svolgere un compito vitale assieme
ai beneficiari diretti dello sforzo che si fa. E alla fine lancerò una
proposta. Prima di proseguire però desidero dire a tutti quelli che
avranno la pazienza di ascoltarmi, di interrompermi pure con domande
di qualsiasi tipo se lo vorranno. Sarò felice di rispondere, alla unica
irrinunciabile condizione... di esserne capace.
2 Dal mandolino al computer personale.
Nei primi anni del secolo scorso Louis Braille (1809-1852), un Non Vedente
francese figlio di un maniscalco, che aveva perso la vista da bambino
per un punteruolo che, penetratogli in un occhio gli aveva reciso il
nervo ottico, inventava il linguaggio a rilievo per ciechi che porta
il suo nome. Da quel momento anche i ciechi potevano andare a scuola
ed istruirsi, inserendosi a pieno titolo nella società civile, e sfuggendo
all'atroce destino di restare ai margini della società, strappando qualche
soldo per sopravvivere come menestrelli, o addirittura come mendicanti.
Ebbene, l'avvento del Personal Computer è stato paragonato da alcuni
alla invenzione del linguaggio Braille. Il PC infatti, vera e propria
protesi visiva, consente al Non Vedente cose prima impensabili. A parte
cioè la lettura e la scrittura, già risolte dal Braille, ma rese molto
più facili dal computer, il PC consente di svolgere anche altre attività
come tenere un elenco di indirizzi aggiornato; comporre ed inviare un
fax; collegarsi ad un altro computer remoto; scambiare messaggi in Internet;
ed altro. E come ci riesce? Non per la sua natura intrinseca ma per
la capacità di collegare speciali periferiche, loro sì specializzate,
che interpretano a voce o in Braille la parte di dialogo uomo-macchina
che è preclusa al Non Vedente: e cioè quanto riportato sullo schermo.
E per far questo si servono di programmi speciali, in genere molto difficili
da realizzare, che chiamerò nel seguito "Screen Reader" con un neologismo
assai in uso nel mondo dei Non Vedenti; oppure, riferendomi al particolare
"Screen Reader" di mia progettazione anni fa, "Filtro Vocale"; oppure,
semplicemente e confidenzialmente, "Filtro".
3 I Principi Universali di una Protesi Visiva.
Se ci si propone di mettere a disposizione dei Non Vedenti una
protesi visiva chiamata Personal Computer, certo qualcosa resta irraggiungibile.
Ma a mio parere bisogna armarsi di senso pratico, rinunciare alla tentazione
di stupire con risultati da prima pagina, e concentrarsi sui principi
di base. Ragioniamo quindi assieme sui principi di base. E a questo
punto parliamo solo di PC e non ancora di Windows. Ecco cosa un PC protesi
visiva deve fare, grazie ai suo "Screen Reader", in ordine decrescente
di importanza, ed a mio modesto parere: - Consentire ai Non Vedenti
l'uso degli stessi programmi dei vedenti; - Realizzare quest'uso in
modo analogo; - Usare il numero minimo di comandi speciali, quindi -
limitare al massimo le differenze, ed ancora - consentire il dialogo
fra utenti N/V e V. - Mantenere i contenuti dei programmi, anche quelli
eventualmente ludici; - Avere un costo ragionevole.
4 Il primo approccio. Il DOS. Il Filtro Vocale.
4.1 Primi
Passi.
E adesso vediamo come si possano realizzare questi principi. Per
far questo parliamo prima di quanto è stato realizzato per il Sistema
Operativo DOS. Accenniamo brevemente al "Filtro Vocale". E' un programma
ben educato e discreto. Si carica in memoria e lì resta senza dar fastidio.
Di piccole dimensioni, difficilmente ostacola il normale funzionamento
del computer. Filtra i dati immessi da tastiera, o quelli inviato al
video e li analizza in assoluta priorità per decidere se è il caso,
oppure no, di leggerli a voce a chi non vede; e se sì, in che modo.
Per questo si chiama Filtro Vocale, ed in particolare Filtro Tastiera
o Filtro Video a seconda dei casi. E per prendere decisioni in tal senso
controlla se l'utente gli ha impartito dei comandi da tastiera, oppure
no. E se sì, quali.
4.2 Il Magico Interruttore. Unico al mondo.
Il Filtro Vocale controlla quindi attraverso una serie di comandi il
flusso di dati all'interno del PC. Questi comandi, all'origine, erano
pochi; ma col tempo sono diventati numerosi, anche se mai troppi. Ma
alla fine dei conti, come sempre, i comandi di uso comune sono rimasti
sempre pochi. Ce n'è uno in particolare che costituisce il cuore del
Filtro Vocale, ed anche il cuore della sua filosofia. E cioè il comando
che potremmo definire "Interruttore Vocale". Immaginate un interruttore
rotativo a scatti. Si ruota di una posizione; poi ancora di un'altra.
E alla fine del suo giro ritorna alla posizione iniziale. Il magico
interruttore vocale funziona così, ma non è un interruttore vero e proprio;
è un interruttore software che viene azionato da una combinazione di
tasti che molti Non Vedenti in Italia conoscono molto bene: e cioè prima
il tasto Alt e poi, mantenendo quello premuto, il tasto F10. Ma a che
serve questo comando? Serve a collegare e scollegare alternativamente
la voce. Serve a convertire il PC istantaneamente da PC per Vedenti
a PC per Non Vedenti. E in quest'ultimo caso, a predisporre il PC per
l'uso da parte di Non Vedenti principianti, oppure esperti. Di Non Vedenti
cioè a cui serve ascoltare la recita del tasto che hanno appena premuto,
oppure no. Tutto al tocco di questo magico interruttore rotante. In
particolare girando l'interruttore Alt F10 si vocalizza alternativamente
il video, la tastiera, entrambi o nessuno dei due. E la posizione di
riposo, o di default, è quella di non vocalizzazione del PC. In altre
parole, il PC benché abbia caricato e funzionante questo programma,
si comporta per default in modo normale, cioè nel modo usuale per chi
vede. Poi vocalizzando il video consente la sua lettura a chi invece
non vede. Vocalizzando anche la tastiera aiuta chi, Non Vedente, non
riesce a trovare i tasti: ma sono in pochi, e consentitemi di chiamarli
"principianti". Ecco quindi realizzati i primi due principi enunciati
poc'anzi: - Consentire l'uso degli stessi programmi dei vedenti; - Realizzare
quest'uso in modo analogo; ed anche l'importantissimo principio: - consentire
il dialogo fra utenti N/V e V. che significa far usare a Vedenti e Non
Vedenti lo stesso computer nello stesso modo. Naturalmente e' solo un
esempio. E riguarda il DOS. Ma rende l'idea della strada da seguire
anche per Windows.
4.3 Rivestire DOS di Voce senza cambiarlo.
Poi restano da rispettare gli altri principi enunciati. A questo scopo
il Filtro Vocale prende decisioni relative al commento vocale dei programmi,
rivestendoli per così dire di voce. Infatti, il Non Vedente per orientarsi
deve disporre necessariamente di una serie di comandi intuitivi, che
nessuno Screen Reader riesce ad evitare benché aumentino inevitabilmente
la complicazione d'uso che invece si vorrebbe evitare, e apparentemente
vanno contro il terzo principio: - Usare il numero minimo di comandi
speciali. E cioè i comandi di lettura a voce o in Braille delle informazioni
presentate sullo schermo, da cui il termine inglese "Screen Reader".
Intendo riferirmi ai comandi "Leggi tutto lo schermo"; "Leggi la riga
del cursore"; "Leggi la parola indicata dal cursore", e in questo caso
leggila intera o sillabandola; "Leggi solamente una porzione dello schermo"
che intuitivamente chiamiamo "Finestra" (cioè "Window" guarda caso").
E così via. Per mantenere al minimo questi comandi il Filtro Vocale
ricorre alle "ambientazioni"; termine entrato nell'uso corrente. Il
termine "ambientazione" si riferisce alla possibilità di rendere la
vocalizzazione del computer automatica. Niente comandi quindi, se non
gli stessi che l'applicazione prevede; e il commento vocale è deciso
dal Filtro Vocale in funzione degli eventi provocati dall'uso del programma,
e che si traducono in variazioni del contenuto dello schermo. Se un
Non Vedente usa quindi il suo Elaboratore di Testi preferito, e lo esegue,
sente subito, educatamente direi, un messaggio vocale di benvenuto,
o di saluto. Poi sente, ad esempio, la descrizione a voce del menu principale
che si trova sullo schermo. Quindi il dettaglio delle voci che l'utente
scorre usando i tasti freccetta per fare la sua scelta. E a scelta fatta,
a funzione selezionata ed attivata, sente un altro educato messaggio
vocale di benvenuto nella nuova funzione. E così via. Insomma il terzo
principio viene realizzato rendendo automatico il commento vocale dei
programmi, senza peraltro eliminare tutti i comandi di cui accennavo
prima, che possono essere utilizzati o meno, senza obblighi di sorta.
4.4 Programmazione Interattiva.
Naturalmente l'"ambientazione" vocale dei programmi va fatta preventivamente,
e va studiata in modo opportuno. In particolare, può essere più o meno
dettagliata in funzione delle esigenze del Non Vedente che ne è destinatario.
Che fare quindi? La soluzione è sorprendente, ma logica. Lasciamo fare
l'"ambientazione" allo stesso utente a cui è destinata. Questa affermazione
può sembrare utopistica, ma a ben guardare ha una sua base di stretta
logica. Studiando opportunamente la cosa infatti è possibile, ed è stato
realizzato dal Filtro Vocale, consentire la programmazione delle funzioni
vocali direttamente al Non Vedente, attraverso un dialogo interattivo
vocale fra lui ed il PC. In altre parole, il Non Vedente può rendersi
conto in dettaglio di quanto si trova sullo schermo attraverso le funzioni
classiche di vocalizzazione dello schermo. Attraverso comandi speciali
cioè, come accennato prima. Ma il loro utilizzo è faticoso, farraginoso.
Quindi grazie ad una serie di "Menu Vocali", cioè ad un dialogo vocale
interattivo fra lui e il suo PC svolto a bocce ferme, cioè a programma
da vocalizzare inattivo, le funzioni di programmazione vocale vengono
opportunamente programmate in base alle risposte date dal Non Vedente
sulla tastiera, a specifiche domande rivoltegli a voce dal Filtro Vocale.
Semplice a dirsi ma difficile a farsi. Il risultato è stato a dir poco
entusiasmante. Certo, i programmi principali sono forniti normalmente
già vocalizzati, o "ambientati"; ma posso testimoniare di numerosi Non
Vedenti che sono riusciti ad "ambientare" da soli i propri programmi,
ricavandone enorme soddisfazione. E lo so bene io, che ho raccolto le
telefonate di gratitudine e di gioia. Insomma, il "Filtro Vocale" riesce
perfino a coprire il sesto dei principi enunciati prima, e cioè: - Mantenere
i contenuti anche quelli eventualmente ludici; oltre a rispettare tutti
i rimanenti, non ancora commentati, e cioè: - consentire il dialogo
fra utenti Vedenti e Non Vedenti. - Avere un costo ragionevole. Tutti
noi credo abbiamo sperimentato, magari vergognandocene un poco, la gioia
infantile di "giocare" col computer. Specie adesso, il Windows, i "Paint
Brush", le iconine, i colori e la musica, la multimedialità; manovrare
il nostro PC attraverso tutte queste cose ci trasporta spesso fuori
dalla realtà, in un mondo felice e beato fatto di fantasia, come un
ritorno all'infanzia. A questo mi riferisco con il termine "contenuti
ludici" dell'informatica. Nel caso del DOS, sistema spartano e ormai
in declino (anche se molto meno di quel che si pensi), la componente
ludica è legata alla programmazione. Alla soddisfazione cioè di veder
comparire sullo schermo, ad esempio, la frase o la grafica che avevamo
faticosamente programmato, e solo mentalmente immaginato. La sensazione
di ebbrezza da "Creatore" che dà la programmazione, anche il Non Vedente
può averla, e goderne: ascoltando ad esempio per la prima volta una
frase di benvenuto da lui digitata, magari chissà con dentro una accidentale
storpiatura, come conseguenza della comparsa sul video di una informazione
complessa, che era stato difficile comprendere imbrigliare e poi programmare
a voce. Una grande soddisfazione, veramente! Quanto ai costi, basti
il principio. Nessun discorso economico ha senso in questa sede. Ma
il principio sì; e chi mi conosce lo sa, è stato sempre rispettato da
me, e sempre lo sarà.
5 Il Futuro. Il Windows. Il Filtro Vocale Windows.
5.1 Abbarbicati
al DOS.
Ma sento già qualche paziente ascoltatore chiedersi se non siamo finiti
fuori tema. L'argomento della nostra chiacchierata non era Windows?
Effettivamente stavo parlando del DOS, ma il momento di parlare di Windows
è finalmente arrivato. E da ora in poi non lo abbandoneremo più. Chi
vi parla non è un estimatore di Windows. E le ragioni di questa mia
radicata opinione esulano, loro sì, dal nostro tema. Basti a capire
però il fatto che quest'anno la mia permanenza nel campo di battaglia
dell'Informatica ha superato i trent'anni; e che ho da tempo preso la
decisione, a cui accennavo prima, di dedicare la mia attività informatica
principalmente ai Non Vedenti. Windows è infatti ostile ai Non Vedenti.
DOS è loro amico. Windows consente di fare le stesse cose ai Non Vedenti
che consente di fare il DOS; ma in modo infinitamente più difficile
e penoso per loro. Con l'eccezione, certamente, della componente ludica
dell'Informatica, che in Windows raggiunge livelli inimmaginabili e
a mio avviso frustranti. Windows è situato nello spazio, e DOS è situato
in un piano amichevole dove, come un buon cane guida, obbedisce rapido
e silenzioso ai comandi che gli vengono impartiti. Perché quindi Windows
e non DOS? Perché Windows è il futuro, e DOS è il passato. Ma a costo
di scandalizzare i giovani puristi dell'Informatica, desidero dichiarare
qui che DOS è sempre presente dentro Windows, ed a mio modesto parere
sempre lo sarà. E questo per la semplice ragione che Windows è cresciuto
su DOS come un grattacielo moderno su antiche e solide fondamenta. E
le fondamenta non si possono cambiare senza buttar giù l'intere edificio.
Io sono profondamente convinto di questo, benché non importi approfondire
qui questo concetto. Credo quindi che, a dispetto della propaganda abituale,
Windows è basato sul DOS e non viceversa. E questo mi conforta nella
affermazione seguente: restiamo abbarbicati al DOS, amici Non Vedenti,
finché ci è consentito. Impariamo Windows, è ovvio, e cerchiamo di conviverci;
ma lasciamo in un angolo della nostra mente la confortante certezza
che il DOS c'è sempre, e può all'occorrenza, come una boccata d'aria
fresca, essere utilizzato quando veramente ne abbiamo bisogno; quando
vorremo fare qualcosa di utile col nostro computer; e non solo soffrire
o giocare. Restiamo abbarbicati al DOS. Ma impariamo il Windows. Ecco
la parola d'ordine per la battaglia che ci aspetta.
5.2 DOS comanda e Windows obbedisce.
E' per questa ragione che io propongo ancora prodotti DOS, specialmente
per navigare in Internet e per leggere i libri. E' per questa ragione
che ho sviluppato una tecnica rivoluzionaria, ma che non meriterà mai
il premio Nobel, che consente di usare un programma DOS che, ammutinatosi
e preso il controllo del computer, usa Windows quando ne ha bisogno,
trasformandolo in un docile servitore da quell'arrogante padrone che
era. Un servitore che dispone di preziosi o unici strumenti informatici
ormai negati al DOS ribelle. Per questa ragione non getterò mai la spugna
e non incoraggerò mai gli amici Non Vedenti a dimenticare o a dismettere
o a non imparare il DOS.
5.3 "Degradare" Windows al livello DOS.
Piuttosto scandalizzo tutti voi e vi dico; il modo migliore per
mettere Windows al servizio di chi non vede è: "degradarlo" al livello
del DOS. Strappare le sue spalline luccicanti, le sue medaglie, le sue
mostrine, e gettarle nella polvere. Salvaguardando ovviamente i principi
enunciati prima, con in mente l'obiettivo preciso di ridurre veramente
al minimo la sofferenza di imparare Windows, o a zero per chi il DOS
già lo usa. E ad una reale e piacevole passeggiata per chi conosce ed
usa già il "Filtro Vocale". Infatti quello che mi propongo di fare è
ovvio e consequenziale a quanto detto fin qui. Mi propongo di sviluppare
il "Filtro Vocale 95" e 98, e 2000.
6 La ricerca WINTEST.
6.1 Unica in Italia.
A questo punto parliamo diffusamente della ricerca WINTEST. La
prima cosa da dire, doverosamente, è che questa ricerca è unica in Italia.
O almeno così risulta a me alla data. A nessuno infatti era venuto in
mente che la trasformazione generazionale da DOS a Windows richiedesse
uno studio approfondito per orientare i Non Vedenti Italiani su come
affrontare il loro futuro informatico. Tutti si sono precipitati ad
analizzare il mercato per trovare qualcosa da vendere, e da vendere
bene. "Piatto Ricco mi ci ficco" è stata la parola d'ordine di tutti.
Ma il trauma eventuale, anzitutto economico e poi psicologico, che il
passaggio da DOS a Windows, oppure l'apprendimento diretto di Windows,
poteva generare nella mente di un Non Vedente, specie di un Non Vedente
totale e dalla nascita, non ha sfiorato la mente di nessuno. Almeno
a mio parere, e per quanto mi risulta alla data. Con l'eccezione però
del professor Giulio Nardone, e della sua "Associazione per la Promozione
Sociale e Culturale dei Disabili Visivi" "Radio Club Ciechi d'Italia".
Il professor Nardone, notissimo pioniere da sempre nel campo della informatica
per i Non Vedenti, ha sentito invece il bisogno di approfondire l'argomento,
e ne ha dato incarico alla "Cooperativa Sociale Servizi Integrati S
r L" ed alla brillante psicologa e ricercatrice dottoressa Maria Luisa
Gargiulo; che l'ha condotto in porto nel modo migliore. A WINTEST mi
sono ispirato e, pur nello spirito di vigile e costruttiva critica che
è sempre stata la mia guida in questo campo, WINTEST è sempre presente
in questa mia chiacchierata. WINTEST si è svolto a fine 97. Ed il suo
aggiornamento a fine 98.
6.2 I Risultati della Ricerca WINTEST.
La ricerca contiene una introduzione ricca di riflessioni sul fenomeno
Windows; di quattro sessioni di domande e risposte fatte a testatori
Non Vedenti di provata capacità ed esperienza; e di un aggiornamento
ad un anno di distanza per verificare lo sviluppo dei prodotti oggetto
d'analisi. WINTEST non si propone obiettivi commerciali o propagandistici
in senso lato; né ovviamente tradisce preferenze o simpatie. E per questo
non parlerò nemmeno in questa sede di produttori o distributori o di
assistenza o di costi. Chi abbia interesse troverà facilmente la strada
del mercato. Cercherò invece di commentare la ricerca sulla base dei
principi elementari enunciati prima, e di svilupparne le conclusioni
a mio modo. Ma lasciamo la parola alla dottoressa Gargiulo. " Il presente
studio comparativo ha lo scopo di analizzare le più diffuse interfacce
Windows per disabili visivi per studiarne le funzionalità e l'effettiva
rispondenza ai bisogni del mercato e per cercare di capire quali sono
i pregi ed i difetti di ciascuna interfaccia Windows in vista di un
possibile orientamento all'acquisto ed all'addestramento. Lo studio
non si propone di stabilire quale sia l'interfaccia migliore in assoluto
ma di comparare i vari modi di affrontare i diversi problemi di navigazione
che tipicamente si presentano all'utilizzatore non vedente di Windows.
Il problema della scrivania. L'impianto di navigazione Windows parte
da presupposti di tipo spaziale. Le capacità che vengono attribuite
all'utente ideale del sistema operativo Windows sono infatti tutte centrate
sulla gestione e la risoluzione di problemi cognitivi di tipo spaziale.
Vengono infatti richieste all'utente capacità quali la coordinazione
oculo-manuale, la capacità di orientarsi sul piano dello schermo e di
stabilire connessioni tra lo schermo e le diverse posizioni degli oggetti
in esso contenuti. Per quanto riguarda l'uso del mouse, viene richiesta
anche la capacità di controllare e modulare il movimento degli oggetti,
problemi questi basati sullo spostamento relativo ed assoluto, la sovrapposizione
parziale o totale di oggetti tra loro, l'inclusione di oggetti in classi
e sottoclassi di altri oggetti, la combinazione multipla di oggetti
e funzioni in tutti i modi possibili. Per facilitare l'azione dell'utente
sugli oggetti del suo lavoro, il progettista di Windows ha utilizzato
una metafora legata alla vita quotidiana di uno qualsiasi studente o
lavoratore del terziario ossia la scrivania. Il piano dello schermo
è la superfice del tavolo e gli oggetti su di esso contenuti possono
occupare spazi diversi ed essere oggetto di azioni assimilabili a quelle
che compie una persona con le pratiche poste sul proprio tavolo. Nella
scrivania lo spazio è inteso come piano globale nel quale sono posizionati
gli oggetti. Differentemente dal DOS, gli oggetti sono il centro dell'attenzione
dell'utilizzatore e non i comandi. Infatti nel DOS si comunica con delle
parole o dei caratteri che rappresentano i comandi ossia le azioni da
compiere. Windows è basato su spostamenti e su oggetti come tali. L'utilizzatore
vedente di medio bassa preparazione in campo informatico non impara
i comandi a memoria perché si può agire su di un oggetto per ottenere
lo stesso risultato attraverso più di una procedura. L'utente sposta
oggetti con il mouse come sposterebbe gli oggetti con le mani sul piano
della scrivania; in questo modo lo spazio è più destrutturato e variabile,
cosa che per un vedente è un pregio in quanto tiene alta l'attenzione
e rende meno monotono il rapporto col programma, ma che per un non vedente
potrebbe essere motivo di difficoltà. Gli oggetti possono scomparire
oppure diventare più piccoli (ridotti ad icone). L'icona è il simbolo
della possibilità di usare determinate funzioni od oggetti. Il problema
della "scrivania" per i disabili visivi, sta proprio in questa metafora
spaziale su cui si basa la rappresentazione a video di Windows. Essa
crea problemi perché i non vedenti sono costretti ad utilizzare interfacce
con output tattile o sonoro che non sono capaci di fornire informazioni
complesse di tipo spaziale. Ciò provoca la perdita del controllo della
situazione a video e l'incapacità di impartire il comando giusto per
ottenere il risultato desiderato. Una delle più comuni frustrazioni
dell'utente non vedente di Windows infatti non sta nella mancanza di
informazioni di tipo testuale, infatti le interfacce attualmente in
uso sono capaci in quasi tutte le situazioni di "leggere" le parole
scritte sullo schermo. Il problema e la frustrazione maggiore, si diceva,
sta nella carenza di informazioni riguardanti lo stato delle funzioni
e degli oggetti, in pratica non sapere cosa sta succedendo o cosa è
successo per poter decidere cosa fare. La posizione di finestre e bottoni
può essere diversa ed essi possono anche avere una diversa forma fisica
da un applicativo all'altro. Questa situazione definita come "non standard"
crea problemi di riconoscimento alle interfacce, in special modo quelle
meno flessibili. Le interfacce per disabili visivi quindi non solo devono
rappresentare i testi scritti sullo schermo e interpretarlo correttamente
ma anche tradurre comunicando in modi non spaziali le informazioni sullo
stato del programma o dei programmi aperti, degli oggetti e delle funzioni
che sono loro applicabili e riconoscere elementi di controllo e comando
quali bottoni, finestre ecc. in modo coerente ed efficiente. Semplificazione
dello spazio o despazializzazione di Windows. Il problema più grande
è come viene rappresentato questo spazio ossia come Windows viene organizzato
ed ordinato o meglio come viene rappresentato all'utilizzatore l'organizzazione
degli elementi presenti sulla scrivania eventualmente della loro gerarchia
e posizione se questo è necessario. Non è possibile rendere acusticamente
o su di una barra braille uno spazio così complesso e non organizzato
in una griglia di righe e colonne, cosa che lo renderebbe un piano finito
e coerente. Il piano della scrivania è fatto di infiniti punti con le
parole che possono occupare uno spazio indefinito. I due modi, spesso
interconnessi, in cui questo problema è stato affrontato dai vari filtri
qui analizzati, sono; - una semplificazione dello spazio e della rappresentazione
degli oggetti; - una despazializzazione della gestione ossia un progressivo
svincolarsi dalla necessità di conoscere la realtà grafica dello schermo
effettuando un passaggio da una situazione spazialmente casuale ad una
ordinata gerarchicamente. Dare una gerarchia significa passare da una
metafora spaziale ad una metafora ad albero. In questo modo viene eliminato
il problema spaziale in quanto non è più importante quanto sia distante
un oggetto o quanto sia grande ma esiste semplicemente una organizzazione
gerarchica "cosa viene prima e cosa viene dopo" (entità figlia ed entità
madre). " Fin qui Marilù Gargiulo. Consentitemi adesso di riassumere
così questa introduzione: 1 - Il Windows è molto più complicato del
DOS da usare per i Non Vedenti. Ma anche per i Vedenti, aggiungo io.
Opinione personale. 2 - Windows è basato su una metafora spaziale, ostile
per definizione a un Non Vedente specie se non ha alcuna memoria visiva.
Meglio trasformarla in gerarchia, cioè in una metafora ad albero, per
poterla controllare meglio. 3 - Punti di incontro fra utilizzatori Vedenti
e Non si trovano a condizione di rinunciare a qualcosa, ad esempio al
mouse ed allo spostamento degli oggetti. A meno di non trasformare il
rapporto paritetico auspicato in una dipendenza del Non Vedente dal
Vedente, che vanificherebbe il problema. 4 - Ne consegue, dico io, che
se nel caso del DOS era possibile per un Non Vedente imparare da sé
i rudimenti e cavarsela da solo, per Windows solo capirne la struttura
richiede un corso. Spesso penoso e difficile, specie per chi non ha
memoria visiva. Un corso studiato molto bene e con l'aiuto di specialisti
e psicologi; e quindi potenzialmente, ahimè, costoso. Per quanto riguarda
la ricerca in sé, commentarla in dettaglio ci porterebbe troppo in là
col tempo. Consentitemi quindi di premettere ad un riepilogo delle sue
conclusioni questa importantissima considerazione: i testatori sono
tutti esperti e brillanti utilizzatori di Personal Computer da molti
anni. Io ho l'onore di conoscerli tutti, e alcuni molto bene. A rischio
di sembrare sgradevole ma per servire bene la verità devo dire che la
loro opinione è "viziata" dalla loro bravura; quindi ha una importanza
scientifica notevole ma non pratica a mio avviso. Persone così utilizzerebbero
Windows anche senza alcun ausilio. Cosa intendo dire con questo? Che
l'obiettivo vero da raggiungere è quello enunciato per il DOS; e cioè
dare un PC a un non vedente non esperto in modo da renderlo autonomo
rispetto al suo computer, ed anche in modo tale che possa utilizzarlo
autonomamente sì ma in modo integrato assieme ad altri utenti Vedenti,
suoi familiari o amici. E che allo stato dell'arte questo obiettivo
è ancora lontano dall'utente Non Vedente medio, dalla "massa" cioè degli
utenti Non Vedenti. Ed ecco, a riprova di ciò, un breve riepilogo delle
conclusioni della ricerca WINTEST. Che ho tratto dalla lettura delle
domande e delle risposte, e che spero non sia smentita dagli interessati.
Se ho cioè mal interpretato i risultati della ricerca, me ne scuso in
anticipo. Ecco gli argomenti analizzati da WINTEST: La navigazione Standard.
La navigazione non Standard. Flessibilità d'Uso. Test degli Applicativi.
La navigazione Standard si riferisce al movimento ed all'orientamento
nell'ambiente Windows per l'utilizzo dei programmi che seguono bene
lo Standard. Il che significa in genere quelli in dotazione a Windows
o quelli della serie Microsoft Office. La preferenza generale è quella
di usare i tasti invece che il Mouse, che può essere spostato in tutti
i casi con l'ausilio della tastiera. Benché tutti i programmi prevedano
la navigazione sullo schermo, la preferenza generale è per l'uso dei
menu, e l'esclusione dell'uso del mouse sia direttamente che in modo
simulato da tasti della tastiera. I programmi che concentrano l'attenzione
sulla gerarchizzazione degli oggetti sono in genere considerati più
facili da usare. Si denunciano talvolta malfunzionamenti nel riconoscimento
dei pulsanti, o nella lettura del testo, che richiedono l'apprendimento
e la programmazione dello "Screen Reader" con l'aiuto di un Vedente.
Esiste un diffuso desiderio di conoscere la disposizione spaziale degli
oggetti posti sullo schermo, regolarmente frustrata dai fatti. Questo
desiderio, che ha una matrice di curiosità culturale ma non denuncia
una reale necessità d'uso, è soddisfatto nella migliore dele ipotesi
solo muovendo il mouse da tastiera. Solo in un caso il programma viene
considerata in grado di dare senza sforzo la disposizione spaziale degli
oggetti, che peraltro viene considerata superflua. Fra le migliorie
richieste ai testatori dall'intervista, timidamente affiora un argomento
fuori tema: questi programmi costano troppo. La navigazione non Standard
si riferisce al movimento ed all'orientamento per l'utilizzo di programmi
che sfuggono agli Standard Windows. In questo caso è denunciata una
generale difficoltà d'uso, con poche eccezioni. E' una sconfortante
serie di "non si può fare" quella che viene fuori da questa speciale
analisi. Talvolta si sottolinea la possibilità di ricercare i colori,
le forme, ma la componente ludica che ne deriva giustifica la soddisfazione
intellettuale dell'intervistato ma tradisce la sua scoraggiante inutilità.
Troppo spesso viene dichiarato indispensabile l'aiuto di un Vedente
quando si desideri utilizzare un programma Windows fuori Standard. E
la comprensione della disposizione sul video dei vari oggetti è considerata
universalmente inutile, anche se talvolta parzialmente possibile. La
Flessibilità d'Uso intende analizzare se lo specifico programma si installa
facilmente, si usa con le periferiche abituali in Italia, Sintesi Vocali
e Display Braille, se è assistito con help in linea, e così via. Ne
deriva un quadro abbastanza positivo. I programmi si installano con
difficoltà, tranne in due casi su cinque; ma l'installazione si fa una
sola volta. Funzionano mediamente con le periferiche normalmente usate
in Italia. E' meglio usare Sintesi Vocali e Display Braille assieme,
ma è privilegio di pochi ed i tests sono stati insufficienti per questo
aspetto particolare. Un solo programma non ha una buona guida in linea.
Tutti convivono con i comandi da tastiera tipici del Windows. Insomma
in breve questa analisi ricalca quanto già detto prima: i vari "Screen
Reader" permettono di usare Windows puarchè lo si utilizzi per programmi
rigorosamente Standard. Il Test degli Applicativi intende analizzare
l'uso pratico di Windows sugli applicativi principali, e cioè quelli
Microsoft. E la conclusione è che si riesce a scrivere dei testi, sudando
un poco, con Word 7; che dà problemi solo a un prodotto su cinque. Gli
altri sono stati testati poco o hanno dato risultati sconfortanti. Guai
ad entrare in finestra DOS o semplicemente a passare da DOS a Windows.
Le enciclopedie meglio dimenticarle. Ma Internet e lettura mediante
Scanner si possono fare mediamente in modo ragionevolmente accessibile
a tutti. In conclusione vorrei dire che: - Di Windows non si può fare
a meno. E può essere usato a condizione di limitarsi ai prodotti Standard.
- Anche in caso di prodotti Standard ci sono difficoltà su alcuni prodotti,
come Word 7. - I prodotti Non Standard meglio dimenticarli. E quelli
standard, a mio avviso, si evolvono continuamente e tendono quindi a
diventare Non standard col tempo. - L'apprendimento di Windows richiede
in genere costosi corsi di alfabetizzazione. - I programmi disponibili
costano troppo. E a commento molto personale aggiungerei che laddove
è possibile, è meglio usare ancora DOS. DOS è ormai un'oasi di calma
per tutti noi, travolti dalla tempesta Windows. E a conforto di questa
scandalosa affermazione citerò il caso del mio commercialista. E' un
vedente, ed un professionista che usa il computer 20 ore al giorno per
lavorare. E' quindi al di sopra di ogni sospetto, in un discorso centrato
sui Non Vedenti. Ebbene, lui mi ha confessato che, assieme ad un gruppo
di colleghi clienti della stessa Software House, ha minacciato di non
comprare più gli aggiornamenti del programma di contabilità e di passare
ad altro fornitore, a meno che... il programma non fosse stato mantenuto
in DOS anche nel futuro. Ambasciatore non porta pena.
6.3 Prodotti testati e loro Testatori.
Riporto in ordine alfabetico e senza riferimento né ai produttori né
ai distributori né ai prezzi di vendita la lista dei prodotti testati,
con accanto il nome del testatore che ha effettuato le prove. Unica
sconfortante considerazione da fare è che i prodotti citati sono stati
tutti sviluppati all'estero, e cioè principalmente negli Stati Uniti
e in Canada. JAWS Leopoldo Federigi. OUTSPOKEN Barbara Leporini. OUTSPOKEN
Vincenzo Martielli. Virgo Nicola Ferrando. Windows Bridge Luca Davanzo.
Windows Eyes Andrea Roveretto. Ne approfitto per ringraziare ancora
una volta tutti gli amici citati, e coinvolti nella ricerca, e congratularmi
con loro per il lavoro svolto.
6.4 A chi rivolgersi per WINTEST, ed altro.
Ritengo doveroso a questo punto dare le informazioni del caso per
poter eventualmente prendere contatto direttamente con gli esperti di
WINTEST. Associazione per la Promozione Sociale e Culturale dei Disabili
Visivi - Radio Club Ciechi d'Italia. Professor Avvocato Giulio Nardone
Via Lima, 22 00198 ROMA Tel 06,85 50 260 Fax 06,88 40 490 Servizio "Fonomatica"
06,86 21 44 41 Cooperativa Sociale Servizi Integrati. Dottoressa Maria
Luisa Gargiulo Via Appia Nuova, 555 00182 ROMA Tel 06,78 80 993 Fax
06,78 80 913 Il servizio "Fonomatica" è un servizio automatico di consultazione
vocale attraverso il telefono tipo BBS (Bulletin Board System), nel
quale si possono trovare moltissime informazioni utili ai Non Vedenti;
ed anche scambiiare opinioni o avanzare proposte. Il servizio è stato
ideato dal Professor Nardone ed è gestito dalla Dottoressa Gargiulo,
a cui fra l'altro suggerisco di rivolgere eventuali domande, proporre
dubbi, e quant'altro in merito a WINTEST. Per chi volesse invece più
modestamente contattare il sottoscritto, ecco i miei dati: Ing. Nunzio
La Ferlita Via Moretto da Brescia, 27 20133 MILANO Telefono e fax: 02,
7000 52 06 - Cellulare 0348 87 204 85 E-Mail nlafe@pc-vox.com Sito Web:
http://www.ats.it/nlafe/
7 Obiettivi da raggiungere.
7.1 Ripetere
il Successo del Filtro Vocale.
Confortati dai risultati di WINTEST proviamo adesso ad immaginare lo
Screen Reader ideale per Windows. Rinfreschiamoci quindi la memoria
sui principi di un buon Screen Reader per Non Vedenti. Esso deve, in
ordine di importanza decrescente, ed a mio modesto parere: - Consentire
ai Non Vedenti l'uso degli stessi programmi dei vedenti; - Realizzare
quest'uso in modo analogo; - Usare il numero minimo di comandi speciali,
quindi - limitare al massimo le differenze, ed ancora - consentire il
dialogo fra utenti N/V e V. - Mantenere i contenuti dei programmi, anche
quelli eventualmente ludici; - Avere un costo ragionevole. Riuscire
a realizzare almeno in buona parte questi principi è alla base del mio
ambizioso progetto di "Filtro Vocale" per Windows; nella speranza di
almeno avvicinarmi al successo che il "Filtro Vocale" per DOS ha avuto
fra i Non Vedenti dal lontano 1986 ad oggi.
7.2 Obiettivi Minimi e Massimi.
Per quanto riguarda il principio di "Consentire l'uso degli stessi programmi
dei vedenti" occorre chiedersi quali programmi usano i Vedenti. Non
ho statistiche in proposito, ma l'esperienza di ogni giorno mi suggerisce
quanto risulta da WINTEST: la maggior parte degli utenti usa gli stessi
programmi, e cioè quelli standard Microsoft, e li usa in modo standard
(quanti sanno infatti che, volendo, si potrebbero pasticciare i colori,
le icone, le barre degli strumenti, del nostro Windows domestico?).
Le variazioni più significative dallo standard che ho visto applicare
riguardano la parte ludica grafica di Windows, ed in particolare lo
sfondo dello schermo. Un bel panorama, o chissaccosa, al posto delle
classiche nuvolette Microsoft. Ma di questo, in questo momento, consentitemi
di non occuparmi. La struttura portante di uno Screen Reader ideale
quindi deve essere tale da consentire l'uso ai Non Vedenti di questi
programmi Standard in modo Standard. Quanto poi al principio di "Realizzare
quest'uso in modo analogo" l'unica soluzione possibile è quella di consentire
ai Non Vedenti l'utilizzo dei comandi di tastiera propri di Windows.
Il Mouse purtroppo resta irraggiungibile, ma deve essere posizionato
sempre là dove il Non Vedente sta operando, in modo che il vedente eventualmente
seduto accanto a lui possa seguire la logica del suo lavoro al PC. Naturalmente
bisogna "vestire" un poco questo uso. Il minimo indispensabile. Bisogna
inventare alcuni comandi, specie di orientamento o di Help in linea,
che consentano di sostituire il colpo d'occhio che aiuta il Vedente.
Facile a dirsi, vi sento dire. Non impossibile a farsi, rispondo io.
Ma fatto questo, occorre senz'altro incoraggiare il Non Vedente ad usare
i comandi nativi di Windows, che sono molti di più di quello che l'utente
Non Vedente, scioccamente schiavo del Mouse, perfino immagina. (A proposito
dopo trent'anni di informatica viene il mal di testa ad usare troppo
il mouse. Parola mia!) Questo realizza ovviamente anche il principio
di "Usare il numero minimo di comandi speciali". E quei comandi, lasciatemelo
dire, potrebbero somigliare moltissimo a quelli del vecchio "Filtro
Vocale" DOS, credo molto noti. E del fatto che il "Filtro Vocale" DOS
sia diffuso e conosciuto fa fede anche la ricerca WINTEST, che lo cita,
direttamente o indirettamente, diverse volte. Se i pochi comandi speciali
del nostro Screen Reader ideale sono quelli del "Filtro Vocale" DOS,
e funzionano perfettamente anche in finestra DOS di Windows, il gioco
è fatto. Abbiamo anche realizzato i principi satelliti di "limitare
al massimo le differenze" d'uso fra Non Vedenti e Vedenti, ed ancora
di "consentire il dialogo fra utenti Non Vedenti e utenti Vedenti".
Naturalmente i comandi speciali di uno Screen Reader ideale Windows
dovrebbero essere adattati alle nuove circostanze, senza ricopiare pedissequamente
quelli DOS; senza indulgere a tentazioni inutili, o a sforzi intesi
a fornire informazioni ridondanti o solo ludiche. Un comando "dove sono";
un comando "da dove vengo" o "come ne vengo fuori" o "scusate ho scherzato,
ricominciamo da capo" e simili dovrebbero esserci ed occupare un posto
di rilievo. E tutto senza dare importanza eccessiva a come gli oggetti
che stanno sullo schermo sono posizionati reciprocamente. Cosa che spesso
in Windows, esperienza docet, è solo una conseguenza del caso, o del
senso estetico; o del lavoro di un utente non autorizzato da cui non
sappiamo come venir fuori. Niente che abbia a che fare, cioè, con l'uso
serio del Computer. E la componente ludica? E' enunciata nel principio
"Mantenere i contenuti anche quelli eventualmente ludici" in quanto
giocare col computer è importante talvolta per sfogare la tensione derivante
dal lavorarci sempre. Ma io limiterei questa componente alle famose
"ambientazioni", citatissime in WINTEST e che io, almeno come terminologia,
ho l'orgoglio di avere inventato per il mio "Filtro Vocale" (Gli altri
parlavano più tecnicamente di "configurazioni" o simili). Ben vengano
le ambientazioni, ma limitate al tuning eventuale degli strumenti a
disposizione; alla ridistribuzione dei comandi a nostro gusto; alla
riscrittura sulla base della nostra più sfrenata fantasia delle frasi
di commento, che potrebbero essere anche ridotte di numero man mano
che si prende confidenza col programma preferito e si sa cosa fare senza
la necessità di usare né Sintesi Vocale né Braille; e così via. Io escluderei,
e credetemi a malincuore, le componenti ludiche per vedenti, di cui
sono vittima consapevole anch'ìo, e che sono sostanzialmente grafiche,
o multimediali. E cioè le icone colorate, da creare; il trascinamento
delle icone da un punto all'altro dello schermo; gli sfondi col panorama
preferito; i Font di caratteri artistici; i diagrammi o le figure inseriti
nel testo; e quant'altro. Li escluderei da uno Screen Reader ideale,
almeno dal primo livello di funzionamento, relegando eventualmente quello
che si riesce a realizzare nel limbo riservato ai Non Vedenti fanatici
del PC, che sono pochi e poco interessati a lavorarci, col PC. Sono
più interessati a giocarci assieme. Lascerei le musichette, puarchè
non disturbino le Sintesi Vocali. Ma tutto senza enfasi, senza corsi
costosi, senza banner pubblicitari vuoti di vero contenuto per i Non
Vedenti. I fanatici del bit ci sono infatti anche fra i Non Vedenti,
e quelli se la cavano sempre, anche senza Screen reader. Ma come, sento
chiedere? Non lo so come, ma so che lo fanno. Voce dell'esperienza.
Inutile quindi dedicare uno sforzo a loro, mentre la massa degli utenti
desiderosi solo di lavorare col computer sudano sulle odiate carte per
imparare cose ahimè inutili per loro, e che non useranno mai finché
campano. Insomma, uno Screen Reader ideale deve raggiungere la massa;
dare ai Non Vedenti un computer nella stessa percentuale fisiologica
di penetrazione del mercato che riguarda i Vedenti. E dare loro un computer
che possano usare il meglio possibile, proprio come succede ai Vedenti.
Che a questo punto sarebbero svantaggiati perché loro, purtroppo, sono
bombardati da centinaia di menu e funzioni che non useranno mai nella
vita (esempio? Word 7. Usarlo bene è appannaggio solo di pochi specialisti!
Ed io non sono fra questi). Niente sforzi insomma per permetter ad un
Non Vedente di usare il CAD/CAM.
7.3 La Componente Economica.
Desidero Riservare adesso poche righe per parlare di un argomento fuori
tema, ma che non si può ignorare. Il costo. L'ho messo fra i principi,
e cioè in quello che enuncia che lo Screen Reader Windows ideale deve
"Avere un costo ragionevole". Questo è un eufemismo per dire che gli
Screen reader alla data costano troppo. Se Windows lo si trova a duecentomila
lire, o lo si sgraffigna senza danno, non si possono spendere due milioni
per poterlo usare. Questo disturba la mia coscienza, e grida vendetta
di fronte alla civiltà. Chiedo scusa a chi eventualmente fra i presenti
venda questi costosissimi gioielli. Ma quello che dico lo dico convinto
di servire la verità, per il bene di chi ha la sfortuna di Non Vedere.
E aggiungo che non è indispensabile che un tale prodotto costi così
tanto. Anche se, lo ammetto, i costi di sviluppo sono altissimi, ed
il prezzo consente un ritorno economico il più rapido possibile. Lo
so bene. Ma so anche che un costo più contenuto consentirebbe comunque
un ritorno accettabile, anche se in modo più graduale. Ma non posso
dimostrare quanto vado affermando, se non... direttamente. Ma di questo
parleremo in conclusione.
7.4 L'Umiltà di saper rinunciare.
In definitiva, amici che avete avuto la pazienza di ascoltarmi
fin qui, ed in particolare voi, amici Non Vedenti, io oserei affermare
a questo punto che occorre avere l'umiltà di rinunciare a qualcosa se
si vuole utilizzare Windows, ed andare verso il futuro. Ho parlato di
restare abbarbicati al DOS. Ho parlato di sistemi per lavorare in DOS
ed utilizzare ugualmente Windows, da me inventati. Ho parlato di limiti
di Windows che infastidiscono anche me, dopo trent'anni di esperienza.
Ma la triste realtà è che qualcosa di Windows bisogna lasciarla sul
terreno se lo si vuole utilizzare, e senza rimorsi. Quella cosa lì non
serve, tutto qui. E' un gioco da cui i Non Vedenti sono esclusi, purtroppo.
Rassegnamoci dunque, ed accettiamo questa realtà utilizzando Windows
a partire dal basso, dalle poche funzioni essenziali che si riesce ad
usare, per apprendere man mano l'uso di quelle più complesse. Manteniamo
al minimo lo sforzo di apprendimento di alcuni concetti "spaziali",
i costi per corsi raffinati, la delusione per non poter sviluppare da
soli un progetto CAD/CAM. Le cose importanti, essenziali, fra cui primeggiano
la lettura e la scrittura, ed anche l'ormai indispensabile Internet,
li possiamo fare anche in Windows, e senza troppo sforzo. Rinunciamo
pure al superfluo. E' meglio rinunciarci spontaneamente perché tanto
siamo costretti a farlo lo stesso, prima o poi. E se facendolo otterremo
lo scopo di usare Windows per le cose che servono veramente, la delusione
sarà prima mitigata e poi dimenticata.
8 Conclusione.
In conclusione desidero rivelare ai presenti un mio piccolo segreto.
Il "Filtro Vocale" per Windows quasi esiste già. Da moltissimo tempo
infatti ho pensato di realizzarlo, e cioè fin dal lontano 1994. Purtroppo,
circostanze gravissime e indipendenti dalla mia volontà mi hanno fatto
perdere molto tempo, e mi hanno quasi costretto a rinunciare a questo
ambizioso progetto. Ma io, e mi scuso per questo, sono estremamente
ostinato, e non mi lascio scoraggiare facilmente. Ritengo quindi ostinatamente
che questo progetto debba andare in porto. Oltre tutto, se le informazioni
che ho sono corrette, il "Filtro Vocale" per Windows sarebbe l'unico
prodotto interamente italiano sul mercato. Spero di aver dimostrato,
durante questa chiacchierata, che ho i "numeri" per farlo. Che ho cioè
le idee molto chiare, ed anche la capacità di svolgere questo compito.
Tuttavia mi serve una mano, per accelerare i tempi. Infatti programmare
Windows a questi livelli è difficilissimo. Ed ogni volta che si incontra
un ostacolo, si sprecano giorni, settimane o mesi per superarlo. Qui
sono ospite della Università Statale di Milano; ho l'onore di partecipare
a questa iniziativa assieme all'Università Bocconi; sono in compagnia
delle menti più raffinate che possa offrire il Paese in materia di Informatica.
Ho deciso allora di "osare", e di lanciare un vero "appello" a chi mi
ascolta ed a chi mi leggerà nel prossimo futuro. Contattatemi, per favore,
se pensate di poter eventualmente collaborare con me allo sviluppo del
primo, ambizioso progetto di "Screen Reader" per Windows interamente
italiano. E se riuscirò nell'intento, amici Non Vedenti, saprò come
risolvere il problema pudicamente solo accennato fin qui, ma che invece
è fondamentale e vitale: quello cioè del prezzo di acquisto del prodotto.
Grazie ancora a tutti per la pazienza dimostrata nell'ascoltarmi. E
scusate l'irruenza della esposizione che ho usato talvolta durante questa
conferenza.
Cordialmente.
Nunzio La Ferlita
Via Moretto da Brescia, 27
20133
Milano
Telefono e fax 02 7000 52 06 Cellulare 0348 87 204 85
E-Mail nlafe@pc-vox.com
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Pagina Aggiornata il 19/04/2000